Considerazioni sui cambiamenti climatici
Che detto così sembra un trattato di quelli cinquecenteschi (tipo
"Della salute dello pianeta e li rimedi trovati da messer ...") e invece
sono quattro quisquilie e pinzillacchere (per dirla con il sommo Totò)
che mi passavano per la testa sotto la doccia, stamattina ... perché c'è
chi canta, chi dorme e chi quisquilia, io sono tra questi ultimi ...
Quando sento questi proclami mondialistici dei vari presidenti o alte cariche di molti stati sui benefici che ci saranno se solo smettiamo di fare questo o quest'altro mi viene tristezza ... perché non solo lo fanno per gli applausi ma soprattutto perché per mia considerazione personale siamo già oltre il limite e da un bel po'.
Ormai la temperatura del pianeta è aumentata così tanto che nemmeno una glaciazione come si deve aggiusterebbe le cose.
Quindi i poli si sciglieranno, gli animali che non troveranno più casa nè cibo moriranno, i livelli dei mari e degli oceani si solleveranno e la geografia del mondo come la conosciamo cambierà e non tra mille o duemila o cinque milioni di anni, ma tra cento o duecento che è come dire domani.
Le estati sempre più roventi e gli inverni sempre più caldi e asciutti provocano l'innalzamento della temperatura del pianeta, senza possibilità di tornare indietro e ogni pioggia, anche quelle che una volta potevamo considerare temporali estivi, adesso sono diluvi, guardate quello che è successo a Courmayer ... in cinque minuti l'apocalisse e c'entra poco lo stato delle montagne, molto poco ... c'è che non c'è più ghiaccio in quota a frenare le valanghe, non c'è più neve a sciogliersi in primavera per riempire le falde e non far vuoti che poi creano frane, c'entrano tante cose ... e in questo il gusto personale non c'entra nulla.
Leggevo "La leggenda dei monti naviganti" (un bellissimo libro di Paolo Rumiz, meraviglioso anche quando è triste) e già negli anni 90 intervistando gente che di montagna ne capiva (Bonatti per dire) si discuteva sul cambiamento climatico che faceva disastri ...
E potrei andare avanti all'infinito.
Quindi, che fare? Si può fare qualcosa?
Sì, qualcosa per rallentare il decesso, come nei malati terminali quando cerchi di rendergli lontano e meno doloroso il percorso verso la fine.
Coltivare da sè frutta e verdura, sul balcone, nell'orto, in cortile, in casa, vedete voi, se ce la faccio io ce la possono fare tutti e ci sono persone splendide come Grazia Cacciola che hanno scritto tanto e bene in merito e aiuta molto, credetemi.
Piantare alberi, molti alberi, ovunque, stiamo respirando smog.
Usare meno condizionatori (io schiatto di caldo vero dentro quel forno della mia casa ma uso il ventilatore) in estate e riscaldamenti in inverno, ci si fa senza morire, nessuno di noi vive situazioni estreme, sgradevoli forse rispetto al clima già di 40 anni fa ma non ancora estreme.
Mangiare meno carne, dare meno introiti a chi alleva animali e non solo e non tanto per un discorso etico quanto per un mero discorso di inquinamento, che non abbiamo più posto per scarichi, deiezioni animali e mangiamo pure monnezza.
Riciclare invece di ricomprare e se avete il modello penultimo del telefonino invece dell'ultimo state sicuri che per telefonare (si chiama così no?) va benissimo.
Meno plastica più involucri di carta o di stoffa, niente bottiglie se non potete riempirle di continuo, più vetro che oltretutto non cambia i sapori e non rilascia sostanze e detersivi con limone, aceto, sale e olio di gomito che ci siamo già ingolfati nella plastica per i prossimi 3 sistemi solari.
Imparate a usare le mani in cucina, sui mobili, per i lavori domestici e per la falegnameria, a parte la soddisfazione (ok se vi si rompe il tubo vi ci vuole l'idraulico, lo so) sono tanti soldini risparmiati e tanto spreco in meno, che di questi tempi se chiami il chirurgo di fama mondiale è più libero e meno costoso di un caldaista qualunque.
Potrei continuare a lungo ma sono più che sicura che siate molto più intelligenti di me e che possiate arrivarci da soli.
Quindi, perché no?
#inquinamento #savetheplanet #faidate
(foto: Il Gran Sasso d'Italia _ foto mia)
Quando sento questi proclami mondialistici dei vari presidenti o alte cariche di molti stati sui benefici che ci saranno se solo smettiamo di fare questo o quest'altro mi viene tristezza ... perché non solo lo fanno per gli applausi ma soprattutto perché per mia considerazione personale siamo già oltre il limite e da un bel po'.
Ormai la temperatura del pianeta è aumentata così tanto che nemmeno una glaciazione come si deve aggiusterebbe le cose.
Quindi i poli si sciglieranno, gli animali che non troveranno più casa nè cibo moriranno, i livelli dei mari e degli oceani si solleveranno e la geografia del mondo come la conosciamo cambierà e non tra mille o duemila o cinque milioni di anni, ma tra cento o duecento che è come dire domani.
Le estati sempre più roventi e gli inverni sempre più caldi e asciutti provocano l'innalzamento della temperatura del pianeta, senza possibilità di tornare indietro e ogni pioggia, anche quelle che una volta potevamo considerare temporali estivi, adesso sono diluvi, guardate quello che è successo a Courmayer ... in cinque minuti l'apocalisse e c'entra poco lo stato delle montagne, molto poco ... c'è che non c'è più ghiaccio in quota a frenare le valanghe, non c'è più neve a sciogliersi in primavera per riempire le falde e non far vuoti che poi creano frane, c'entrano tante cose ... e in questo il gusto personale non c'entra nulla.
Leggevo "La leggenda dei monti naviganti" (un bellissimo libro di Paolo Rumiz, meraviglioso anche quando è triste) e già negli anni 90 intervistando gente che di montagna ne capiva (Bonatti per dire) si discuteva sul cambiamento climatico che faceva disastri ...
E potrei andare avanti all'infinito.
Quindi, che fare? Si può fare qualcosa?
Sì, qualcosa per rallentare il decesso, come nei malati terminali quando cerchi di rendergli lontano e meno doloroso il percorso verso la fine.
Coltivare da sè frutta e verdura, sul balcone, nell'orto, in cortile, in casa, vedete voi, se ce la faccio io ce la possono fare tutti e ci sono persone splendide come Grazia Cacciola che hanno scritto tanto e bene in merito e aiuta molto, credetemi.
Piantare alberi, molti alberi, ovunque, stiamo respirando smog.
Usare meno condizionatori (io schiatto di caldo vero dentro quel forno della mia casa ma uso il ventilatore) in estate e riscaldamenti in inverno, ci si fa senza morire, nessuno di noi vive situazioni estreme, sgradevoli forse rispetto al clima già di 40 anni fa ma non ancora estreme.
Mangiare meno carne, dare meno introiti a chi alleva animali e non solo e non tanto per un discorso etico quanto per un mero discorso di inquinamento, che non abbiamo più posto per scarichi, deiezioni animali e mangiamo pure monnezza.
Riciclare invece di ricomprare e se avete il modello penultimo del telefonino invece dell'ultimo state sicuri che per telefonare (si chiama così no?) va benissimo.
Meno plastica più involucri di carta o di stoffa, niente bottiglie se non potete riempirle di continuo, più vetro che oltretutto non cambia i sapori e non rilascia sostanze e detersivi con limone, aceto, sale e olio di gomito che ci siamo già ingolfati nella plastica per i prossimi 3 sistemi solari.
Imparate a usare le mani in cucina, sui mobili, per i lavori domestici e per la falegnameria, a parte la soddisfazione (ok se vi si rompe il tubo vi ci vuole l'idraulico, lo so) sono tanti soldini risparmiati e tanto spreco in meno, che di questi tempi se chiami il chirurgo di fama mondiale è più libero e meno costoso di un caldaista qualunque.
Potrei continuare a lungo ma sono più che sicura che siate molto più intelligenti di me e che possiate arrivarci da soli.
Quindi, perché no?
#inquinamento #savetheplanet #faidate
(foto: Il Gran Sasso d'Italia _ foto mia)

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